Di parcheggi e di mascolinità tossica

Uno dei danni più evidenti procurati dalla mascolinità tossica è la mancata diffusione del sistema di autoparcheggio nelle automobili, una tecnologia esistente e funzionante ma che non ha preso piede sul mercato perché di sicuro là fuori è pieno di maschi cishet terrorizzati dall’idea di essere etichettati come fr🏵ci se, anziché sdraiarsi sul sedile a gambe aperte muovendo il volante con il palmo di una mano, premono un cazzo di pulsante che sposta automaticamente la macchina in uno spazio individuato e, per questa assurda e fragilissima testimonianza dell’incapacità del maschio di svincolarsi da un’immagine rigida e feroce imposta dal modello patriarcale, io devo sudare per venti minuti facendo questa cosa contro natura che è manovrare un macchinario al rovescio guardando dietro di me e contemporaneamente guardando il vecchio stronzo che ha intuito il mio evidente stato di difficoltà e che non ha di meglio da fare che squadrare le mie affannose e sterili manovre esibendo lo sguardo che si dedica a chi interrompe una conversazione su Hegel per calarsi le brache e cacare sul divano, e io me ne sto lì e continuo a sudare moltissimo come se quella cazzo di macchina la stessi spingendo con le mie mani e mi viene da piangere e un po’ piango e dopo l’ennesimo fallimento che graffia la mia dignità come un chiodo arrugginito, sfreccio scomposto lontano da quello strazio sgommando e augurandomi di non essere mai nato in un mondo che tiene in cantiere un sistema di autoparcheggio solo perché ci si deve aggrappare a esibizioni di abilità per raggiungere la cima di una vetta sociale ormai completamente sganciata dalle sue originarie esigenze riproduttive, quando basterebbe premere un pulsante di merda e aspettare che la porcoddio di macchina si parcheggi da sola ripassandosi il rimmel o sgrinderando o leggendo o che cazzo ne so certamente non sudando e piangendo ecco

3 risposte a "Di parcheggi e di mascolinità tossica"

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  1. Basta parcheggiare alla cazzo: di punta e storto, occupando lo spazio di tre auto e intralciando la viabilità, e scendere guardando con aria di sfida mentre parli (o fingi di parlare) al cellulare.
    Fa non solo molto macho, ma anche un po’ pregiudicato di basso livello.

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      1. Mah, ti dirò : no. Penso di saper parcheggiare piuttosto bene e rapidamente. Ma non fa curriculum. E se mi potessi permettere una vettura che parcheggiasse da sé, o ancor meglio un autista, ne sarei sollevato.

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